La presenza di Verdi all'interno dei fondi della Biblioteca Classense è contraddistinta particolarmente da dieci sue lettere indirizzate da Parigi al musicista ravennate Angelo Mariani, uno tra gli interpreti ed amici prediletti di Verdi, almeno fino ad un certo punto dell'esistenza.
Il periodo di questa corrispondenza è circoscritto al 1863-64, con tematiche quasi per intero costituite dai consigli forniti da Verdi a Mariani per la saggia gestione di una carriera che non cedesse alle lusinghe di falsi obiettivi.
A questo carteggio e ad altre lettere tra Mariani e alcuni musicisti di punta in cui capita di trovare citato Verdi, va aggiunta la documentazione conservata nel Fondo Teatri dell'Archivio Storico Comunale di Ravenna, presso la Biblioteca Classense.
Le carte amministrative, i manifesti e i libretti operistici - per I Masnadieri nel 1850, al 'solito' Ricordi si sostituisce la ravennate Tipografia Angeletti e Pattonico - rivelano come anche Ravenna sia stata affascinata, talora in modo irresistibile, dallo stile verdiano.
Le testimonianze risalgono ad Ernani nel 1845 e via via aprendo a quasi tutti i titoli del maestro di Busseto, particolarmente nel decennio 1850-59, in cui in ogni stagione o quasi andava in scena Verdi (citando solo le prime ravennati: 1850, I Masnadieri e Lombardi alla Prima Crociata, 1851 Luisa Miller, 1853 Rigoletto, 1854 Il Trovatore, 1855 Macbeth, 1856 La Traviata, 1859 Aroldo). Le carte dell'Archivio Teatrale sono state inventariate in un recente progetto realizzato in collaborazione con l'Università di Bologna, Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, e sono oggi consultabili insieme ai carteggi suddetti presso la Biblioteca Classense di Ravenna.
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